Lavorare all'estero

Mobilità internazionale degli operatori sanitari

La mobilità dei professionisti in ambito europeo, compresi quelli appartenenti all’area sanitaria, è prevista dalla direttiva comunitaria 2005/36/CE.

 

La direttiva descrive le specifiche modalità procedurali basate sul principio del riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali, al fine di consentire ai cittadini di uno Stato membro dell’Unione europea, ai cittadini dei Paesi aderenti allo Spazio economico europeo (Area SEE: Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e ai cittadini della Confederazione Svizzera di esercitare in un altro Stato membro la professione regolamentata per la quale hanno conseguito la relativa qualifica nello Stato di origine.

 

Per applicare la direttiva è necessario che la professione che si intende esercitare in un altro Stato membro sia regolamentata nello Stato ospitante, cioè sia una professione il cui esercizio è subordinato, come prevede la normativa legislativa, regolamentare o amministrativa, al possesso di determinate qualifiche e che tale professione sia equivalente a quella per la quale si è qualificati nel Stato membro di conseguimento del relativo titolo di studio.

 

L’esercizio dell’attività professionale regolamentata è consentito solo se il titolo professionale viene riconosciuto dallo Stato di stabilimento ospitante.

 

L’Italia ha dato attuazione alla predetta direttiva con il decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206, le cui disposizioni, per effetto degli articoli 49 e 50 del D.P.R. 31 agosto 1999, si estendono anche ai cittadini extracomunitari in possesso di un titolo abilitante all’esercizio di una professione conseguita in un Paese non appartenente all’Unione Europea, che intendono esercitare stabilmente la professione in Italia.

 

Alla medesima normativa si fa riferimento anche per i titoli professionali conseguiti da cittadini extracomunitari in uno Stato Membro oppure conseguiti da cittadini italiani in uno Stato extracomunitario.

 

Il Ministero della salute è competente per i titoli di area sanitaria conseguiti all’estero, come previsto dal d.lgs.206/2007.

 

Pertanto, il professionista che voglia trasferirsi in Italia per esercitare stabilmente una professione sanitaria regolamentata sulla base della qualifica conseguita nello Stato di origine deve chiedere e ottenere dal Ministero della salute il riconoscimento del suo titolo professionale.

 

Se il professionista intende svolgere in Italia una prestazione professionale sanitaria in modo occasionale e temporaneo non deve chiedere il riconoscimento del proprio titolo di studio, bensì deve dare comunicazione al Ministero della salute circa la prestazione da eseguire, per la libera prestazioni di servizi come previsto dal d.lgs.206/2007.  

Tessera professionale europea - EPC

La tessera professionale europea (EPC) è una procedura elettronica che puoi utilizzare per ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali all'estero, in un altro paese dell'UE.

Attualmente puoi usare la procedura per ottenere la tessera professionale europea solo se sei:

  • un infermiere responsabile dell'assistenza generale
  • un farmacista
  • un fisioterapista
  • una guida alpina
  • un agente immobiliare.
Diploma Supplement

Il Supplemento al Diploma (Diploma Supplement) è una certificazione integrativa bilingue del titolo di studio ufficiale. Tale documento, sviluppato per iniziativa della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa e dell’Unesco-Cepes, descrive natura, livello, contesto, contenuto e status degli studi effettuati e completati dallo studente, con l’intento di superare gli ostacoli che non permettono l’adeguata spendibilità dei titoli di studio nel mondo del lavoro e il loro riconoscimento nell’ambito della mobilità nazionale ed internazionale da parte di coloro che intendono proseguire gli studi nelle istituzioni accademiche europee.